Eventi e Professionisti per il tuo benessere
Crescita Personale, Consapevolezza e Spiritualità vicino a te
I professionisti del benessere

Damiano Bonetti
NUTRIZIONE OLISTICA
Sono Damiano Bonetti, Consulente nutrizionale e Operatore del Benessere.
Attraverso l'ascolto e la consapevolezza, ti aiuto a comprendere il tuo rapporto con l’alimentazione, le abitudini e il corpo. Più che una semplice dieta, propongo un percorso personalizzato cucito sulla tua storia e sulle tue esigenze, guidandoti in quel primo fondamentale passo che precede ogni cambiamento: capire.
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Giuliana Locatelli
OLFATTOTERAPIA
Accompagno le persone in percorsi di ascolto e consapevolezza, utilizzando la forza sensoriale degli oli essenziali per aiutare a fermarsi e ritrovare il proprio centro. Il mio obiettivo è guidarti a riconoscere la tua bellezza e valore interiore, attivando risorse profonde per migliorare il benessere.
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Ilenia Penelope Buiatti
AYURVEDA
Sono Ilenia Penelope e ti aiuto a ritrovare fluidità, pace e stabilità, superando periodi di stress, pressione o blocco.
Attraverso The Reflow Method, integro Ayurveda, Breathwork, Medicina Ancestrale Andina e regolazione del sistema nervoso.
Creo percorsi personalizzati e su misura per ridurre le tensioni, liberare nuova energia e guidarti verso una vita pienamente allineata alla tua natura.
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Guglielmo Cerizza
PRANIC HEALING
Attraverso i trattamenti di Pranic Healing, ti aiuto a individuare e rimuovere i blocchi energetici prima che si trasformino in disturbi fisici o squilibri emotivi.
Eliminando le disarmonie alla radice, questo approccio stimola la naturale autoguarigione dell'organismo, favorendo un benessere profondo e duraturo negli ambiti più importanti della tua vita.
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Loredana Lucchini
MULTIRIFLESSOLOGIA FACCIALE VIETNAMITA DIEN CHAN
Sono Loredana e mi dedico al benessere integrando oltre trent'anni di esperienza come infermiera alla professione di operatrice olistica.
Sono specializzata in Riflessologia Facciale Vietnamita Dien Chan®, un metodo naturale e non invasivo per alleviare tensioni, dolori e stress. Attraverso un supporto olistico tra corpo, mente e spirito, ti accompagno a ritrovare il tuo naturale equilibrio e salute.
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Lorella Crestana
FENG SHUI
Accompagno chi desidera riequilibrare i propri spazi interiori ed esteriori, perché la casa in cui viviamo riflette la nostra interiorità. Utilizzo Arteterapia e Feng Shui, in sinergia o separatamente, per stimolare intuizioni ed emozioni e trovare soluzioni creative orientate al benessere.
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Eventi del mese
CORSO DI CHELAZIONE ENERGETICA
Corso Diapason terapy
"GIORNATA DEDICATA AL TUO BENESSERE".
I CICLI DELLA VITA - percorso con l'Enneagramma
BOOK READING GRATUITO – I SOLDI NON SONO UN PROBLEMA, IL PROBLEMA SEI TU!
GLI OLI VEGETALI E GLI INGREDIENTI NATURALI
Lo sapevi che...

Inverno e relax
Secondo la MTC ( Medicina Tradizionale Cinese) oggi 7 novembre inizia l' inverno Cosa vuol dire secondo le basi dello Yin e dello Yang?Che dobbiamo assecondare il nostro corpo e la nostra mente che inevitabilmente sentiranno l'arrivo del Grande Yin.Pensiamo che proprio in questa stagione tanti mammiferi vanno in letargo ...e allora? Dobbiamo andare in letargo anche noi?! Ovviamente non è possibile!🫠Ma possiamo assecondare questa fase cercando il più possibile di non comportarci come se fossimo in piena estate!E allora ecco qualche piccolo suggerimento:- al mattino cercare la luce naturale il prima possibile - al pomeriggio non prolungare, per quanto possibile, in modo artificiale lo yang della giornata - alla sera favorire il passaggio verso lo Yin abbassando gradualmente l'illuminazione, diminuire gli stimoli digitali e soprattutto NON "arrabbiamoci" con nessuno...nemmeno con noi stessi!E con il Dien Chan ® ( Multi riflessologia facciale vietnamita) come posso favorire il relax? Esiste un semplice massaggio (vedi foto) da fare poco prima di andare a letto o addirittura mentre siamo già coricati: consiste nel mettere il dito medio in centro della fronte, l'indice e l'anulare aperti in corrispondenza degli occhi e massaggiare dall' alto in basso ( con un ritmo calmo e pressione delicata), riunendo le dita verso l'inizio del setto nasale. Ripetere almeno una trentina di volte.Possiamo aiutarci anche con degli oli essenziali: ovviamente l'argomento è molto vasto ma vorrei dare solo qualche piccolo suggerimento.Possiamo prendere in considerazione l'olio essenziale di Lavanda 🪻: chi non lo conosce! Chi non l'ha usato anche solo una volta! Olio dalle mille applicazioni ma se usato in questo contesto calma la mente e favorisce il rilassamento, preparandoci a un buon sonno. Possiamo mettere una goccia sul palmo di una mano e sfregare le mani tra di loro, metterle a coppetta davanti al naso e inalare per almeno tre o quattro respiri e poi fare il massaggio che ho spiegato prima. Altro olio essenziale da poter usare per questo scopo è quello di Bergamotto 🍋🟩, aiuta a dissolvere la confusione emotiva e mentale, diminuendo anche i livelli di cortisolo.Oppure potremmo usare Arancio Dolce 🍊, con una azione rilassante anche a livello digestivo.Ognuno sceglierà in base alla propria predisposizione del momento ma importante è sempre far seguire o precedere il massaggio sulla fronte del Dien Chan ®. Massaggio che è efficace perché va a stimolare diversi punti riflessi sul viso che aiutano il riequilibrio del nostro sistema nervoso e quindi utile anche durante la giornata nel caso avessimo dei momenti particolarmente "stressanti".La Riflessologia Facciale Vietnamita Dien Chan ® è un metodo che possiamo praticare anche su noi stessi, ovviamente conoscendone le basi e con la guida di un Riflessologo che possa aiutarci a metterlo in pratica nel modo corretto. Io sono disponibile per trattamenti individuali, ma essendo anche formatrice, mi piace molto anche insegnarlo e seguire l'avanzamento di ogni allievo.Al prossimo post per altri consigli!

appunti pranici: IL PRANA
pillole di energia pranica, è un contenitore di informazioni cui accedere per avere la conoscenza base sull'energia pranica.

Focus di stagione: il finocchio
🌿 MINI FOCUS ALIMENTO – Il Finocchio Croccante, fresco e profumato: il finocchio è uno dei grandi protagonisti della tavola autunnale e invernale. 🥬 È spesso considerato un alleato della digestione… ma sapevi che, in alcune persone, può provocare proprio quel gonfiore che vorremmo evitare? 👀 💚 Perché inserirlo nella tua alimentazione? Il finocchio è un ortaggio leggero, ricco di acqua e con un buon contenuto di fibre. 🔸 Apporta vitamina C e folati, oltre a potassio e altri minerali. 🔸 Contiene composti vegetali con attività antiossidante. 🔸 È tradizionalmente utilizzato per le sue proprietà digestive e carminative, anche se la tolleranza può variare da persona a persona. 💡 Il finocchio ti gonfia? Nonostante la sua fama di alleato della pancia, il finocchio contiene carboidrati fermentabili (FODMAP), che in alcune persone, soprattutto con intestino irritabile, possono favorire gonfiore e fastidi intestinali. Qualche accorgimento da sperimentare? 🔹 Come lo tagli fa la differenza! Prova a tagliarlo a fettine sottili, perpendicolarmente alla direzione delle fibre. Naturalmente, la tolleranza è individuale: osserva come reagisce il tuo intestino e regolati di conseguenza. 🌿 🍽️ In cucina: spazio alla fantasia! ✨ Provalo gratinato al forno con erbe aromatiche, un pizzico di curcuma e olio EVO. 🫒 Oppure taglialo sottile e aggiungilo a un'insalata con olive taggiasche, noci e semi: un mix croccante e profumato, perfetto per la stagione!👩🏫 Il mio consiglio da Educatrice Alimentare Non esistono alimenti “SI” o “NO” per tutti. Imparare a conoscere ciò che portiamo in tavola significa anche capire come lo tolleriamo, come prepararlo e come adattarlo alle nostre esigenze, senza rinunciare al gusto e alla varietà. 💚

Lo scarabocchio: lasciare andare il controllo per ritrovare una connessione più autentica con sé stessi
E se, per ritrovare la spontaneità, non dovessimo imparare a fare qualcosa in più, ma concederci di fare qualcosa senza sapere già come andrà a finire? Riscoprire il piacere del gesto Molte persone utilizzano la parola scarabocchio per descrivere un disegno venuto male, un pasticcio, qualcosa di confuso e privo di valore estetico. E quando, durante il mio percorso di formazione in arteterapia, mi è stato proposto lo scarabocchio come strumento di esplorazione, nella mia testa hanno risuonato proprio tutte queste voci. Come può un segno disordinato, apparentemente privo di significato, diventare uno strumento per entrare in contatto con sé stessi? Nel tempo, ho imparato a guardare a questa pratica in modo diverso. Edith Kramer, una delle figure di riferimento dell’arteterapia, attribuiva grande importanza al processo creativo e alle possibilità che l’esperienza artistica offre alla persona. Nella mia pratica, propongo talvolta lo scarabocchio come un modo per allentare la pressione del giudizio, mettere temporaneamente da parte la ricerca di un risultato e lasciarsi coinvolgere dal gesto. Spesso accompagno questa esperienza con un breve esercizio corporeo: muovere le braccia, disegnare cerchi nell’aria con le mani, esplorare lo spazio prima ancora di avvicinarsi al foglio. È un modo per spostare gradualmente l’attenzione dal pensiero al movimento, preparando il corpo a entrare nell’esperienza. Ho proposto questo esercizio sia a bambini sia ad adulti e, ogni volta, mi colpisce la possibilità di ritrovare qualcosa di un atteggiamento che osserviamo nei bambini piccoli quando iniziano a impugnare un pennarello e a tracciare i primi segni. Il loro interesse non nasce necessariamente dal desiderio di rappresentare qualcosa. Nasce anche dalla scoperta: il movimento della mano lascia una traccia, la traccia ha un colore, e quel colore appare sul foglio quasi per magia. C'è curiosità, c'è sorpresa, c'è il piacere di sperimentare. E se potessimo recuperare, almeno per qualche istante, questa libertà di esplorare? Siamo spesso abituati a valutare ciò che facciamo in funzione del risultato: se è bello, corretto, riconoscibile, se risponde alle nostre aspettative o a quelle degli altri. Questo atteggiamento può accompagnarci anche quando creiamo. Prima ancora di iniziare, possiamo domandarci se saremo capaci, se il risultato sarà soddisfacente, se sapremo fare qualcosa di cui andare fieri. E così, invece di esplorare, rischiamo di concentrarci soprattutto sul controllo. Lo scarabocchio libero ci invita a sperimentare una possibilità diversa. Cosa accade quando smettiamo di cercare di disegnare qualcosa di preciso e lasciamo che le mani si muovano liberamente sul foglio? Che cosa succede quando tracciamo linee senza sapere dove ci porteranno, magari utilizzando entrambe le mani e, se ci sentiamo a nostro agio, tenendo gli occhi chiusi? Il movimento simultaneo delle mani richiede coordinazione e coinvolge diversi processi sensoriali e motori. Non significa spegnere la mente razionale, né attivare automaticamente la creatività. Può però offrirci l'occasione di sperimentare una modalità diversa di stare nel gesto: meno orientata alla pianificazione di un risultato e più disponibile ad accogliere ciò che accade. In questo spazio possono emergere domande interessanti. Che cosa succede quando non cerchiamo di correggere ogni linea? Quando accettiamo una forma inattesa, un movimento incerto, una traccia che non avevamo previsto? E se, invece di domandarci se ciò che abbiamo fatto sia bello o giusto, provassimo semplicemente a osservarlo con stupore e curiosità? Forse ci accorgeremo del nostro bisogno di controllare, del timore di sbagliare o del desiderio di fare bene. Ma potremmo anche incontrare la spontaneità, la curiosità e la capacità di lasciarci sorprendere. Non si tratta di eliminare il controllo o di considerarlo qualcosa di negativo. Il controllo ci aiuta a orientarci, a organizzare le nostre azioni e a raggiungere obiettivi. La possibilità interessante è accorgerci di quando diventa così presente da impedirci di sperimentare, giocare o semplicemente provare. C'è un aspetto dello scarabocchio che trovo particolarmente prezioso: non dobbiamo sapere in anticipo che cosa nascerà. Possiamo iniziare da un gesto, seguire una linea, cambiare direzione, rallentare o aumentare l'intensità del movimento. Possiamo lasciare che una mano proceda in un modo e l'altra in un altro, senza dover necessariamente ricondurre tutto a una forma ordinata. In questo processo, l'imprevisto non è un errore da correggere. È qualcosa con cui possiamo entrare in relazione. Questa esperienza può diventare una piccola occasione per osservare anche il nostro modo di stare nel mondo. Quanto spazio concediamo all'incertezza? Come reagiamo quando le cose non vanno come avevamo immaginato? Riusciamo a essere curiosi di ciò che non conosciamo oppure sentiamo subito il bisogno di definirlo, sistemarlo e renderlo riconoscibile? Naturalmente, uno scarabocchio non può rispondere da solo a queste domande e non deve essere interpretato come se ogni segno nascondesse una verità sulla persona. Il valore dell'esperienza non sta nel decifrare il disegno, ma nel riconoscere ciò che abbiamo vissuto mentre lo realizzavamo. Possiamo osservare le sensazioni, i pensieri e le reazioni che sono emersi. Possiamo accorgerci di ciò che ci ha messo a nostro agio e di ciò che, invece, ci ha fatto sentire in difficoltà. Non dobbiamo arrivare a una conclusione precisa. Possiamo semplicemente ascoltare. Quando parlo di autenticità, non intendo una versione ideale di noi stessi da raggiungere, né una presunta parte pura e incontaminata che si nasconde da qualche parte dentro di noi. Penso piuttosto alla possibilità di entrare in contatto con la nostra esperienza senza doverla immediatamente giudicare, correggere o adattare a un modello. Siamo abituati a confrontarci con aspettative, ruoli e immagini di ciò che dovremmo essere. Anche nel momento creativo possiamo riprodurre inconsapevolmente queste richieste, cercando di realizzare qualcosa che ci faccia sentire capaci, bravi o all'altezza. Lo scarabocchio ci offre uno spazio diverso: non dobbiamo dimostrare niente e non c'è un modello da raggiungere. Possiamo sperimentare un gesto senza sapere dove ci condurrà, osservare una traccia senza doverle attribuire immediatamente un significato, accogliere un risultato inatteso senza trasformarlo in un giudizio su di noi. È un piccolo esercizio di libertà. Non perché basti scarabocchiare per liberarci dalle aspettative, ma perché possiamo sperimentare, anche solo per qualche minuto, cosa significa non essere completamente guidati dalla necessità di fare bene. Forse la connessione con noi stessi nasce anche da qui: dalla possibilità di ascoltarci senza pretendere di diventare subito diversi, migliori o più adeguati. A volte non abbiamo bisogno di trovare tutte le risposte. Abbiamo bisogno di uno spazio in cui possiamo permetterci di esplorare le domande. E se la creatività iniziasse proprio qui? Nel momento in cui smettiamo di chiederci che cosa dovremmo creare e cominciamo, semplicemente, a osservare con stupore ciò che nasce quando ci concediamo di essere. Ora tocca a te: lasciati sorprendere dal tuo scarabocchio Ti propongo un piccolo esperimento da fare a casa. Non è una ricetta da seguire alla perfezione, ma uno spazio da dedicare a te, per esplorare il tuo modo di muoverti, sentire e stare nel processo creativo, senza preoccuparti del risultato. 1. Preparati a esplorare Prendi un foglio di grandi dimensioni e appoggialo su un tavolo. Siediti comodamente e prenditi qualche istante per rallentare. Se ti va, chiudi gli occhi e lascia che siano le mani a esplorare la superficie del foglio. Cercane i confini, senti la consistenza e la texture della carta. Nota le sensazioni che emergono dal contatto e osserva se affiorano ricordi, immagini o emozioni, senza dover necessariamente attribuire loro un significato. 2. Lascia che le mani trovino il proprio movimento Scegli due colori, uno per mano: puoi utilizzare matite, pastelli a cera o pastelli a olio. Se ti senti a tuo agio, continua a occhi chiusi. Appoggia le punte sul foglio e comincia a tracciare linee, lasciando che entrambe le mani trovino il proprio movimento. Non cercare di rappresentare qualcosa. Non pianificare il disegno. Prova semplicemente a seguire il gesto, prestando attenzione alle sensazioni che accompagnano il movimento. Le mani procedono insieme o sembrano cercare strade diverse? Il gesto è fluido o spezzato, intenso o leggero? Senti il desiderio di premere con forza sul foglio oppure preferisci sfiorarlo appena? Ti viene voglia di fermarti, correggere o controllare ciò che stai facendo? Non ci sono risposte giuste. Non devi ottenere un bel disegno né sentirti in un modo particolare. Puoi aprire gli occhi quando vuoi, fermarti, cambiare colore o riprendere a guardare il foglio. Se tenere gli occhi chiusi non ti fa sentire a tuo agio, puoi svolgere l'intero esercizio guardando il movimento delle mani. Lascia semplicemente che l'esperienza sia quella che è. 3. Incontra il tuo scarabocchio Quando avrai finito, prenditi qualche istante per osservare ciò che hai creato. Prova a non chiederti subito se ti piace o che cosa rappresenta. Guardalo come qualcosa che non avevi programmato e che ora puoi incontrare con curiosità. Puoi domandarti: Com'è stato lasciar muovere le mani senza sapere dove mi avrebbero portato? Ho sentito il bisogno di controllare o correggere il gesto? C'è stato un momento in cui mi sono sentito libero di sperimentare? Che cosa mi ha sorpreso durante l'esperienza? Se dovessi dare un titolo al mio scarabocchio, quale sceglierei? Non cercare interpretazioni nascoste e non preoccuparti di trovare una risposta a ogni domanda. Forse scoprirai qualcosa di inatteso; forse avrai semplicemente trascorso qualche minuto in compagnia di te stesso. Anche questo ha valore. Il punto non è imparare a disegnare, ma sperimentare che cosa accade quando smettiamo, per un momento, di cercare il risultato giusto e ci concediamo di esplorare ciò che emerge. Se ti va, puoi condividere con me il tuo scarabocchio e raccontarmi com'è stato realizzarlo. Che cosa hai provato? È stato facile lasciarti andare o hai sentito il bisogno di controllare il gesto? C'è qualcosa che ti ha sorpreso? Ogni traccia è diversa, proprio come lo è il nostro modo di stare nel mondo.

"tu chiamale se vuoi, ..."
si fa presto a dire "emozioni"... ma cosa sono? come agiscono?

Perchè fare un percorso di pranoterapia?
Il termine Pranoterapia deriva dall'unione di Prana e Terapia. Prana è l'energia vitale, quella che ci scalda tramite la luce solare, quella che sentiamo quando proviamo un'emozione, quella che sentiamo quando abbiamo paura. Il prana è ENERGIA. Questa energia continua a manifestarsi nel nostro essere in tanti modi diversi, attraverso uno dei nostri corpi sottili, che è la stratificazione più grossolana dell'aura. Lo chiamiamo Corpo Pranico, quello che in sanscrito e nella tradizione dello Yoga chiamiamo Prana Maya Kosha. Ovvero l'involucro pranico. Tutti abbiamo un Corpo Pranico che interagisce costantemente con l'ambiente circostante ma anche con il nostro corpo fisico stesso. Hai presente quelle sensazioni "a pelle"? Oppure quando hai quelle sensazioni viscerali "di pancia" in merito a una situazione o a una persona? Oppure quando provi simpatia/antipatia a prima vista, senza mai nemmeno aver parlato con una persona? O quando la mamma mette la mano sulla pancia del figlio/a per fargli passare il dolore? Sono tutti esempi di azioni praniche, semplicemente non molto consapevoli. Il nostro corpo energetico continua ad interagire con l'ambiente circostante ed è per quello che è molto importante scegliere gli ambienti da frequentare, i cibi da assumere, prendersi qualche minuto al giorno per della meditazione o semplicemente per del silenzio interiore. Con la pranoterapia, quello che vado a fare è: - purificare e rinforzare l'aura- trasmettere energie benefiche richieste dall'assistito/a- permettere una maggiore lucidità e chiarezza su alcune dinamiche della vitaQuali sono i benefici che finora ho riscontrato?- Mal di testa- Disturbi del sonno- Dolori cronici- Malattie autoimmuni- Dolori articolari- Stress- Pesantezza emotiva- Chiusura emozionale- Mancanza di concentrazione- Resistenze al flusso della vitaGli stati di malessere, disagio e anche malattia hanno sempre ripercussioni auriche, ed è per quello che associando una consapevolezza maggiore al corpo fisico, eventuali terapie della medicina già in corso con la pranoterapia, gli effetti possono essere significativamente amplificati. E' come lavorare ai fianchi il malessere: sia sul corpo fisico, sia anche sull'influsso aurico per andare a mitigare le memorie energetiche del malessere presenti nell'aura, e gradualmente magari anche rimuoverle. Ma la Pranoterapia, fa bene a tutti, non solo a persone con un evidente disturbo da risolvere. Questi altri effetti benefici che la Pranoterapia può portare davvero a tutti:- Più presenza emotiva- Consapevolezza delle emozioni- Migliore concentrazione- Minori tempi di reazione- Più energia- Più lucidità durante i sogni- Armonizzazione dell’appetitoIn alcune sedute mi è capitato che delle persone con disturbi del sonno, già la notte stessa dormissero, oppure persone con disturbi della circolazione alle gambe avessero benefici nei giorni immediatamente successivi o addirittura lividi da punture sclerosanti sparire in un'unica seduta. E' capitato. Ho le testimonianze. Ma non è una garanzia. L'approccio olistico ed energetico è molto soggettivo, i risultati possono richiedere del tempo, della disciplina, ma sono assolutamente possibili! Ma a mio parere, questi sono risultati REALI, perchè queste discipline permettono spesso di andare all'origine del malessere e del disturbo, non rimuovendo solo i sintomi, ma agendo sulle cause anche attraverso la presa di coscienza dell'assistito. Ecco che, anche una persona che non ha particolari disturbi, può avvalersi con ottimi risultati della pranoterapia, per migliorare altri aspetti della sua vita, espandere le percezioni sensoriali, migliorare le proprie relazioni o anche semplicemente vivere in maniera ancora più armoniosa nel flusso della vita. Se avete domande o curiosità, non esitate a contattarmi. Ricevo sia a Verona che a Modena. Un caro saluto!
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In questa puntata di Salotto Butterfly incontriamo Lucia Pizzini per esplorare l’astrologia evolutiva e il tema natale: una mappa simbolica che può aiutarci a riflettere sulle nostre caratteristiche, sui talenti da valorizzare e sulle emozioni da comprendere. Scopriremo perché il nostro segno zodiacale racconta solo una parte della storia, come riconoscere risorse che non sapevamo di avere e come utilizzare questa consapevolezza nelle relazioni e nella vita quotidiana. Un dialogo che invita a guardarsi dentro con curiosità, senza cercare risposte preconfezionate, ma imparando a conoscersi e a brillare con maggiore autenticità.
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La consulenza di iridologia è uno spazio a disposizione per conoscere la tua globalità, infatti sarai agevolato a conoscere meglio la tua costituzione e la tua persona e a capire come esprimerla.
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